A Gipsy Soul
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Monte Matanna è il monte più alto delle Apuane meridionali con i suoi 1317 metri e si trova interamente nel comune di Stazzema. Il versante marittimo (nord-ovest), che guarda verso Stazzema, precipita con severe balze rocciose, i versanti verso la Garfagnana e verso il Camaiorese (zona di Grotta all’Onda) sono invece più dolci e rivestiti da prati e da pascoli dove è facile vedere cavalli allo stato brado. La vetta è molto panoramica sulle Panie, sulle Apuane meridionali, sul lago di Massacciucoli, sul mare e sull’Appennino.

L'Orrido di Botri è un'aspra ed imponente gola calcarea, con ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque del torrente Rio Pelago è il canyon più grande e profondo della Toscana, il percorso è normalmente aperto al pubblico da giugno a settembre.


Il percorso non è dei più semplici ma regala ad ogni passo emozioni uniche.. una giornata dove si viene catapultati in un'avventura selvaggia: si risale il corso d'acqua arrampicandosi sulle rive scoscese o saltando da un sasso all'altro fino ad arrivare ad un piccolo bacino d'acqua, una sorta di piscina naturale dove è possibile continuare solo se siamo disposti all'arrampicata. 

 
 

I profumi di muschio umido, le pareti di roccia lisce levigate dall'acqua, il verso di uccelli nascosti fra le fronde della vegetazione, rendono tutto molto suggestivo. Una magia che svanisce appena torniamo indietro nella civiltà, quando il sole si riaffaccia prepotente sulle nostre teste, negli occhi ancora vivida l'immagine di un'acqua cristallina e di un mondo apparentemente immobile nel cuore della Toscana. 
Per tutte le informazioni logistiche vi rimando al sito ufficiale della Riserva Naturale Orrido di Botri che riaprirà a Giugno. 

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RISERVA STATALE ORRIDO DI BOTRI: L'Orrido di Botri è un'aspra ed imponente gola calcarea, con ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque del torrente Rio Pelago.


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Scura impervia e solenne, l'isola emerge dal Tirreno circondata da un'aura misteriosa e solitaria. Ai più è conosciuta per uno dei più famosi romanzi attribuiti ad Alexandre Dumas, completato nel 1844: il protagonista, Edmond Dantès, riesce a trovare un tesoro in una grotta dell’isola, fregiandosi del titolo romantico di Conte di Montecristo, da cui il libro prende il nome. Proprio come un tesoro, l'isola di Montecristo è protetta dal 1971, grazie al primo atto di tutela del patrimonio naturalistico delle Isole Toscane. Estesa per circa 10 chilometri quadrati, l'Isola di Montecristo è una delle isole più inaccessibili e selvagge dell'intero Arcipelago Toscano, ed è anche quella più lontana dalla costa. Composta prevalentemente di granito grigio-rosa, ha la forma di una piramide larga e bassa ed è ricca di bassa vegetazione. Il punto più alto è il Monte della Fortezza con 645 metri sopra al livello del mare. A Montecristo non è possibile trascorrere la notte, la navigazione, la balneazione e la pesca sono proibite fino a mille metri dalle sue coste. Per sbarcare sull'isola è necessario ottenere il permesso del Corpo Forestale di Follonica, l'autorizzazione comprende l'accesso o la visita. Nel caso del semplice accesso, si deve restare a Cala Maestra, come nel nostro caso, altrimenti se si ha l'autorizzazione è possibile percorrere alcuni sentieri per esplorare l'isola sotto la guida del corpo forestale, i tempi di attesa per ottenere questo permesso sono talvolta lunghissimi. Per questa volta ci accontenteremo di sbarcare e rimanere nelle vicinaze di Cala Maestra.


L'emozione è forte, voglio assaporare ogni attimo di questa esperienza, isola di straordinaria bellezza, rigogliosa e selvaggia.. pura, incontaminata, angolo di paradiso fuori dal tempo. Si sbarca.. le suole delle scarpe toccano il piccolo molo.. i miei piedi affondano nella sabbia chiara, mi soffermo a guardare le vette e intravedo una ripida e tortuosa mulattiera che conduce alle rovine dell’antico monastero isolano, a 345 metri di quota, nella località chiamata il Convento, il mio sguardo ora va verso l'orizzonte e penso a chi ha vissuto qui secoli addietro. I profumie i colori riempiono i sensi..




























Oggi l'Isola di Montecristo è disabitata e selvaggia, coperta di macchia mediterranea e costituisce un importante luogo di rifugio e di riposo per gli uccelli migratori. L’unica insenatura di Montecristo dove l’approdo e l’attracco sono abbastanza agevoli è Cala Maestra sul versante nord-occidentale dell'isola. All'arrivo è possibile vedere l'unica costruzione dell'isola, la villa Watson-Taylor, dove si trovano praticamente gli unici alberi di tutta l'isola. Il vallone che vi si affaccia è uno dei più ampi e l’unico spazio dell’isola abitato in permanenza. Vi risiede un guardiano, un simpatico e cortese vicentino, cui si aggiungono, durante la bella stagione, alcune guardie forestali. 
Montecristo, terra proibita che rimane nel cuore e impressa negli occhi, sbarcando si entra a far parte di un luogo senza tempo, un'oasi naturale circondata da un profondo mare blu.












Salutiamo l'isola di Montecristo percorrendo tutto il suo periplo e ci rendiamo conto di quanto davvero sia inaccessibile.. non ci sono attracchi naturali e le pareti scivolano in acqua levigate dal vento e dalla pioggia, rimane così regno indiscusso di capre ed uccelli marini che vengono qua a nidificare e a far asciugare il loro piumaggio.


Arriviamo all’Africhella, come molti la chiamano, è un’isoletta veramente piccola piccola, di dimensioni talmente “minime” che durante il giorno è possibile vederla solo da distanza ravvicinata. La sua posizione particolare, distante dalla terraferma e collocata tra Corsica, Montecristo e Pianosa, fa sì che questo isolotto risulti un vero e proprio paradiso marino per la limpidezza delle acqua, la tranquillità e naturalmente la presenza abbondante di molte specie marine. Particolare è il fondale nei pressi dello scoglio, caratterizzato da alti e bassi rocciosi, che partendo dai 3, 4 metri nei pressi del faro precipitano fino ad oltre -20 immediatamente dopo. Tutto intorno al faro, poi, per una distanza che varia di qualche miglio si trovano piccole secche, sprofondi e salite rocciose.Mi tuffo ma la corrente è troppo forte per le mie zampotte e mi devo accontentare di sguazzare nelle vicinanze della barca.. negli occhi di chi è riuscito ad arrivarci ho letto tutto lo stupore e la meraviglia di trovarsi su di un faro nel mezzo al blu!

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ISOLA DI MONTECRISTO: Parco Nazionale Arcipelago Toscano Riserva naturale biogenetica dal 1977
SCOGLIO D'AFRICA: un isolotto sperduto nell’Arcipelago Toscano, è visibile alla navigazione per il faro, recentemente restaurato ed è noto ai pescatori per il suo fascino!

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Per tutte le informazioni tecniche e logistiche riguardanti l'escurisione Isola di Montecristo e Scoglio d'Africa vi rimando al sito di Toscanaminicrociere, compagnia alla quale ci siamo affidati per questa splendida esperienza.
Le moto non possono più andare avanti, ci si trova davanti ad un piccolo guado, è l'ora di tirare fuori le ciabatte! L'acqua non è per niente gelida... si prosegue per il sentiero che per un primo tratto costeggia campi di grano per poi continuare nella macchia, un bel percorso tra rocce aspre e dolci colline ci porterà nella stretta vallata che racchiude il fiume Cecina. Eccoci arrivati al Masso delle fanciulle. C’è una leggenda che spiega perché questo luogo si chiami così: tre fanciulle per sfuggire alle angherie di un lupo mannaro (in realtà il signorotto del luogo), si buttarono in acqua da questo grande masso e annegarono. Non certo una storia allegra per questo posto meraviglioso! Scegliamo una piccola spiaggietta in pendenza all'ombra di una grande roccia e di un folto albero! 


Ti trovi completamente immerso nella natura tra canti di cicale e grilli, qualche simpatica zanzara ma che dimentichi presto con un bel bagno fresco in acque a dir poco cristalline. Non corri certo il pericolo in un luogo così sorprendente di rimpiangere la spiaggia domenicale affollata: qua c'è solo pace e il rumore dello scorrere incessante del corso d'acqua! Risalendo il corso del fiume troviamo il "Masso degli Specchi" con una cascata di acqua gelida che se vuoi può massaggiarti la schiena e le cosce in una maniera unica ;)

Durante il ritorno, nel tardo pomeriggio, percorriamo lo stesso sentiero ma il gioco di ombre e i paesaggi che si presentano cambiano forma, meravigliosi e silenziosi si preparano alla sera.. un ultimo saluto guardandosi indietro.. un altro piccolo angolo di paradiso è stato scoperto.. un'oasi di bellezza ha riempito l'anima di una qualunque domenica di inizio estate!

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MASSO DELLE FANCIULLE: Il Masso delle Fanciulle si trova lungo il corso del fiume Cecina, all'interno della Riserva Naturale di Berignone, in prossimità di Pomarance nella provincia di Pisa.

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Un sentiero, una vegetazione rigogliosa, un torrente, roccioni che puntano al cielo.. guadi, vecchi ruderi: un itinerario tra natura e resti di antichi opifici. Nelle Apuane, tra Camaiore e Casoli, nei pressi della località Candalla, lungo la valle del Rio Lombricese, è segnalato un itinerario molto particolare, raro e affascinante, dal nome di “Itinerario turistico-ambientale Opifici del Lombricese”, uno dei pochissimi del genere in Toscana.

Il sentiero si snoda sopra il corso del torrente, il rumore dell'acqua vi accompagnerà per tutto il percorso, natura e vecchi ruderi si confondono ai piedi di una parete di roccia bianca che svetta verso il cielo (parete rocciosa del Pennino di Candalla, usata come palestra di roccia dagli alpinisti.). Gli antichi laboratori (opifici, mulini, frantoi, pastifici, polverifici) del nostro passato, nati sul fiume per sfruttarne l’energia interagiscono con la vegetazione che a poco a poco si stà riappropriando del suo spazio, creando un effetto sorprendente e suggestivo. Oltre le mura però, sono ancora visibili le prese d’acqua, le macine di pietra e vari manufatti delle antiche tecnologie di lavorazione. La vecchia mulattiera si nasconde sotto la vegetazione davvero imponente, a mano a mano il percorso diventa più difficile ma le sorprese sono dietro ogni fronda di albero.



Gli odori, i colori, i riflessi cambiano ad ogni passo.. sembra di entrare in un mondo incantato ma ad uno sguardo più attento si percepisce una presenza passata che faceva di questo percorso un sentiero vivo ed attivo. Se chiudi gli occhi puoi vedere le carrette con i sacchi di farina e sentire le voci dei lavoratori..





Dopo una passeggiata del genere c'è bisogno di rifocillarsi ed allora si presenta l´Osteria Candalla che nasce tra le mura di un antico mulino tuttora lambito da percorsi d´acqua e cascate. Immerso in uno spazio incontaminato, il ristorante e le sue vecchie macine di pietra sono cullati dal defluire dell’acqua cristallina del rio Lombricese, in un´ oasi naturale unica nel suo genere. Davvero un posto carino dove è possibile assaggiare specialità del luogo, perchè anche la cucina Toscana merita un assaggio ;) .

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CANDALLA: Un sentiero, una vegetazione rigogliosa, un torrente, roccioni che puntano al cielo.. guadi, vecchi ruderi: un itinerario tra natura e resti di antichi opifici. Nelle Apuane, tra Camaiore e Casoli

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L'Abbazia di San Galgano ha rappresentato nei secoli un importante centro viario e punto di riferimento per i viandanti, pellegrini e gente di ogni tipo, in una zona, la Val di Merse, densamente popolata, ricca di pievi e di castelli, borghi, chiese, conventi e monasteri e che si estende fra i Comuni di Chiusdino, Monticiano, Sovicille e Murlo, così montiamo in macchina alla scoperta di questo angolo di Toscana e per ogni gita che si rispetti è stata riempita una borsa di paglia per un picnic coi fiocchi!

Un'opera architettonica strabiliante (qua troverete tutta la storia), il gioco di luci ed ombre che entra dalle navate e dall'alto regala sensazioni uniche, una pace immensa sembra avvolgerti.. ogni tanto qualche nuvola oscura il sole e tutto cambia. 



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Ci sono stata in primavera ma anche con una bella giornata d'Autunno penso possa regalare emozioni straordinarie.. Questo posto è conosciuto oltre che per la suggestione dell'abbazia anche per la presenza della "Spada nella roccia" nella Cappella di Montesiepi, una piccola chiesa situata su una collina a poche centinaia di metri dall'Abbazia di San Galgano. Alcuni studiosi fanno notare come ci siano dei punti di contatto  tra la vicenda di San Galgano,  e quella di Re Artu', infatti entrambi i fatti si svolsero nel XII secolo e tra Galgano e il nome di uno dei cavalieri Arturiani, Galvano, esistono delle particolari assonanze. Ma siamo al cospetto di ipotesi in cui la storia si confonde con il mito e quindi è sempre molto rischioso azzardare parallelismi. Oggi ci resta l’eco di una seconda spada infissa nella dura roccia che da secoli sfida a svelare il suo antico segreto.Un posto mistico per gli appassionati!!

 ABBAZZIA DI SAN GALGANO: Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusdino, in una terra selvaggia e incontaminata, ricca di bellezze naturali.


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Aspirante erborista dall’anima ribelle ed inguaribile curiosa, uno spirito gipsy e sognatore pronto sempre a nuove avventure.

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